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Piante cucina tradizionale

Si perdono nel tempo le tradizioni di utilizzo delle erbe spontanee a scopo culinario, nel territorio del comune di Lubriano e in tutto il comprensorio della Teverina. Erbe saporite e delizia del palato, ma allo stesso tempo funzionali al corretto espletamento delle funzioni fisiologiche del corpo umano, nonchè della sua cura.

Tra le più comuni:

* Borragine (Borago offcinalis)


  

Le foglie e i germogli si consumano nelle insalate e cotti come spinaci e nelle minestre; gli steli vengono fritti. I fiori freschi, dal sapore delicato di cetriolo, possono essere aggiunti a insalate o messi a macerare in aceto bianco conferendogli un piacevole colore azzurro. Consumare con moderazione.
Proprietà terapeutiche: diuretiche, depurative, emollienti, lenitive della pelle e delle mucose arrossate (per uso esterno).

 
* Cicoria (Cichorium intybus)

  

In cucina si consumano le tenere foglie della rosetta primaverile, crude in insalata condite con olio, sale, limone o aceto - questo uso è frequente anche in altri paesi mediterranei, dalla Spagna alla Turchia, da Cipro alla Tunisia – o più spesso cotte, in minestre o ripassate in padella con aglio e olio come per altre erbe amare, con o senza l’aggiunta di peperoncino.
Non sono infrequenti però gli usi della cicoria come componente, mescolata ad altri, dei ripieni di torte salate e ravioli. Le foglie sono spesso utilizzate come e vero e proprio alimento-medicina per aiutare la digestione e depurare il sangue, tant’è che l’acqua della lessatura è talvolta bevuta a scopo terapeutico per pulire lo stomaco e “rinfrescare”

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